Il secondo periodo della produzione artistica di Dj Aniceto si snoda attraverso sei anni – dal 1995 al 2001 – ed è caratterizzato da una virata sicuramente più avanguardistica, tanto nei contenuti quanto nella produzione musicale. La prima produzione è No Naja No, un inno contro la leva obbligatoria composto dieci anni prima della sua abolizione. Anche in questo caso non siamo riusciti a entrare in possesso di una copia della canzone, e tuttavia se ne trovano tracce tanto su Discogs quanto in una nota dell’agenzia stampa Adnkronos:

Questa produzione costituisce un momento di discontinuità rispetto alle produzioni precedenti di Dj Aniceto che, incasellandosi più decisamente nell’ambito dell’estrema destra, presumerebbero un più deciso endorsement delle ragioni del servizio militare obbligatorio. L’Aniceto-pensiero tuttavia ribadisce la sua indipendenza dalle implicazioni ortodosse di qualunque ideologia virando verso un orizzonte di libertà e indipendenza che centra il suo obbiettivo sulle possibilità (e sulla libertà) del singolo individuo, sottolineato e riportato nella nota di Adnkronos. Continua, anche in questo caso, il viaggio di Aniceto attraverso le etichette discografiche italiane più significative nel passaggio tra l’italo disco e la house music italofona. No-naja-no, infatti, esce per la Red Rocket Coal, costola dedicata alla musica elettronica della più grande KLF Music, che conta tra le sue produzioni gli ultimi lavori di Viola Valentino e alcuni sussulti della progressive trance italiana come Killer Plastico.

tesa raga

L’esperienza di No Naja No costituisce un momento importantissimo per la produzione di Aniceto che, nel seguente seiennio, sarà impegnato in successivi esperimenti musicali a fianco della pornostar Jessica Rizzo:

 
Si tratta sicuramente di una delle sperimentazioni più ardite dell’Aniceto in campo musicale. La voce di Jessica Rizzo è accompagnata da sonorità acid house in un connubio che riesce a costituire un ponte tra le sonorità più calde della house di chicago (specie nella parte dei vocalizzi della pornostar) con il retroterra religioso-culturale italiano rielaborato in chiave lisergica come sottolineato dalla base musicale di Aniceto. Ad accompagnare questa (mistica?) esperienza un video con protagonisti Jessica Rizzo e Dj Aniceto vestito da templare mentre si aggira per le rovine di una chiesa con in spalla un piccone, quasi a sottolineare la necessità di distruzione creativa non solo nella musica elettronica, ma anche in campi come l’etica e il costume italiano.

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