All’ultimo Monegros (svoltosi in Italia) è successo un fattaccio circa un ragazzo morto accoltellato. Si chiamava Frankie 🙁 Questo genere di eventi di solito scatena una pioggia di commenti e opinioni sulla necessità di moralizzare la clubbing culture, valorizzando l’esperienza culturale e l’arricchimento emotivo.
La questione, come sempre, riguarda l’annoso problema delle droghe e degli zarri. Quanto sono culturali cinque ore di dj set di Marco Carola? E fino a che punto il merchandising su Villalobos e le droghe va bene? Il pubblico da casa può prendere le pastiglie oppure gli tocca prima sostenere un’esame su Timothy Leary?

Noi abbiamo queste proposte per la creazione di una Conscious Clubbing Culture (CCC), sta a qualche influencer italiano (o a Gianni Morandi) raccoglierle per proporle al grande pubblico:

Aggiornare la campagna “il vero sballo è dire no”.

Organizzare seminari sulla legalità in discoteca.

Appello di Roberto Saviano contro “la musica elettronica come playground perfetto per potersi strafare fino a non capire più nulla”.

Vietare il parcheggio di motorini nei pressi dei club.

Lamentarsi di più degli zarri.

Appello di Richie Hawtin contro l’uso delle droghe.

Flame di Felix da Housecat su Twitter contro la cultura dello sballo.

Funky Fresh dressed to impress ready to party /
Money in your pocket, dying to move your body /
To get inside you paid the whole ten dollars /
Scotch taped with a razor blade taped to your collar / Leave the guns and the crack and the knives alone.

(Stop the Violence Movement – Self Destruction)