A me questa cosa di fare i djset al mercato sembra proprio una ottima idea: i nonni possono scoprire la musica dei nipoti e i nipoti iniziano a mangiare sano perché adesso hanno una scusa per andare a fare la spesa al mercato. Il progetto si chiama 180gr, abbiamo fatto loro qualche domanda perché è più bello quando le cose te le raccontano in prima persona.
 
DFWI: in che modo i dj set hanno interagito con la normale attività del mercato. In altre parole: le zucchine si vendono più o meno con la musica elettronica? Siete riusciti a trovare delle correlazioni musicali/ortofrutticole efficaci (carciofi=techno, banane=house, pomodori=funk, etc.) dal punto di vista dell’aumento delle vendite?
180gr: 180gr è un progetto musicale con un chiaro orientamento territoriale: il nostro obiettivo è di permettere la perfetta integrazione tra aree mercatali e cultura musicale. Le reazioni sono state sin da subito positive e in ogni tappa abbiamo potuto riscontrare momenti di simpatica interazione tra musicisti e frequentatori del mercato. Non crediamo che questo possa incidere sulle vendite di prodotti ortofrutticoli, ma certamente serve a raccontare e promuovere le tipicità di territori e culture locali 🙂

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Pubblicato da 180gr su Venerdì 11 dicembre 2015

momenti di simpatica interazione tra musicisti e frequentatori del mercato (cit.)

 
DFWI: da quanto esiste il progetto e che riscontri state avendo in termini di diffusione? Visto che il vostro è un progetto molto mediatico (il live, la gopro, youtube..), avete intenzione di farlo crescere? In che modo affronterete una possibile espansione di 180gr? Tipo proporlo nei maggiori mercati rionali delle città?
180gr: il progetto è nato a fine ottobre e in pochi giorni si è diffuso in maniera virale: il primo video, pubblicato il 23 ottobre ha ottenuto in una sola notte oltre sedicimila visualizzazioni e generato oltre 1000 like organici alla fan page. Oggi siamo impegnati nella definizione del calendario 2016 che ci porterà in diversi mercati italiani ed esteri.
 
DFWI: nei vostri video si desume il coinvolgimento delle istituzioni locali nella buona riuscita di questo progetto. Quanto sono state determinanti nella realizzazione finale di 180gr? In che modo vi siete districati nella matassa dei regolamenti cittadini?
180gr: il ruolo delle amministrazioni è centrale per la buona riuscita del progetto: i nostri dj set si tengono in aree mercatali in cui ciascuno spazio viene assegnato a singoli ambulanti. La prima tappa è stata senza dubbio quella più complessa perché non conoscevamo le dinamiche e i passaggi burocratici. Oggi va decisamente meglio!
 
DFWI: non vi sarà sfuggita l’esistenza di un progetto simile a Barcellona. Ci riferiamo in particolare al dj set di Richie Hawtin in Plaça de la Boqueria. Voi eravate lì presenti? Vi sentite influenzati da quella esperienza?
180gr: eravamo a conoscenza dell’evento e delle performance di Richie Hawtin, anche se quello del mercato di Plaça de la Boqueria era praticamente un evento dance nell’area mercatale. 180gr nasce con un forte orientamento digitale ed è crossmediale per definizione: Facebook, YouTube, il sito web (e prossimamente Instagram) ci permetteranno di garantire continuità al progetto e di estendere la nostra visione oltre il tempo e lo spazio. Le nostre tappe in giro per l’Italia e all’estero saranno occasioni per dar voce a nuove proposte musicali e contemporaneamente per raccontare culture locali e tipicità.
 
DFWI: siete una realtà sicuramente più democratica di Boiler Room. I vostri dj set si svolgono in uno spazio aperto in cui tutti sono invitati a partecipare. Un commento sulle interazioni compiute dal vostro pubblico durante i dj set, ballo di anziani compreso. Le persone si fermano? Vi chiedono? Avete previsto un sistema di aggregazione?
180gr: a differenza della Boiler Room che propone solo musica, 180gr è un progetto digitale che unisce le performance live su vinile al racconto dei mercati locali: anche la consolle diventa uno spazio in cui mettere in mostra le tipicità locali (formaggi, frutta, verdura, salumi). 
Il format funziona bene e le persone rispondono con entusiasmo alle nostre invasioni, interagendo in maniera simpatica con i Dj e lo staff. Inoltre, il genere musicale delle nostre performance – la Nu-Disco, che rivaluta generi quali funky, jazz e soul in chiave house – si sposa perfettamente con l’ambiente del mercato. 
Dal punto di vista musicale, il nostro format, seppure flessibile, ha delle linee guida precise: gli artisti che partecipano al progetto suonano solo con il rotary mixer e con giradischi Technics SL-1200.

Tutto bello, seguili per sapere quando andare al mercato a comprare gli ortaggi (ma vacci anche senza di loro che mangiare sano è importante). 180gr è il peso dei vinili più pettinati, non indicazioni di consumo ^_^ (cit.)