Oggi parliamo di ПТЮЧ, una rivista di lifestyle sul mondo della musica elettronica che inizia la pubblicazione in quella Russia nata all’inizio degli anni ‘90 dalle ceneri dell’Unione Sovietica. Benché questo genere di pubblicazioni abbia una lunga storia nel Mondo Occidentale, lo stesso non si poteva dire per la Russia dove, per certe vicende storiche che non è certo necessario spiegare, riviste come ПТЮЧ costituivano un’assoluta novità per i giovani ex-sovietici.

ПТЮЧ trattava essenzialmente di rave culture. Farlo in Russia nel 1995 era una sfida, vista l’assenza di un background che potesse produrre e digerire i temi legati a quello specifico ambiente. Si trattava, in parte, di produrre quella cultura esportandola da un occidente appena conosciuto e rielaborarla secondo i crismi dell’underground sovietico.
 
 

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Al tempo stesso l’operazione poteva venire svolta secondo i canoni di una libertà artistico-culturale che raramente si è vista nell’ambito di riviste di genere. Fanzine come High Times (una delle prime realtà a popolarizzare i temi legati al consumo di marijuana negli anni ‘70) conobbero molto presto una progressiva commercializzazione di temi e contenuti, il tutto secondo una parabola ben descritta da questa vignetta di Calvin and Hobbes:

true story

Così non è stato per ПТЮЧ che, trattando di sesso e droga come un veicolo di liberazione dei costumi*, ha contribuito a introdurre la rave culture nella russia post-comunista secondo una logica non prettamente commerciale. ПТЮЧ rimane un interessante documento storico che testimonia una fase di transizione che raramente si è potuta osservare in questo ambito.

Dunque goditi questa gallery:


 
E se non ti basta leggiti tutti i numeri (se sai il russo) ma siccome non credo te sappia il russo ecco le istruzioni per leggerti tutti i numeri:
 

* Per un occidentale, parlare negli anni ‘90 di sesso&droga come mezzi di liberazione culturale suona naìf e cinico allo stesso tempo (a meno di non voler credere che l’exstasy sia un veicolo di resistenza psicoattiva). Tuttavia, ripeto, si parla della Russia degli anni ‘90 e dunque una certa dose di buona fede è obbligatoria.

** Per tutte le info e per averci fatto scoprire ПТЮЧ ringraziamo il nostro Caro Amico Oleg, ci aveva preparato una bella playlist, ricordi?