Forse non conosci ancora gli Inude, ma credo proprio che dovresti. Paiono essere sulla cresta dell’onda, come recentemente ha confermato MTV Generation. In ogni caso, se ancora non hai sentito le loro belle produzioni puoi rimediare ascoltando il loro primo ep:

Li abbiamo incontrati nel backstage di ELEVA Advanced Music Meetings, dove li abbiamo intervistati.

DFWI: Come nasce il nome?
Giacomo: Inude, tutto attaccato, è una parola che non esiste, non è italiano. È un’inglesizzazione: all’inizio volevamo chiamarci soltanto nude ma non eravamo d’accordo. L’aggiunta dell’I iniziale, inglesizzato, lo abbiamo messo per sottolineare il fatto che siamo tutti personalmente molto coinvolti nel progetto (I = io in inglese, eddaje – ndr). Noi facciamo musica ed è il nostro modo per metterci a nudo. Questo, secondo noi, è vero soprattutto per i nostri spettacoli dal vivo.
DFWI: Durante i vostri concerti dal vivo siete molto carini, molto educati nei confronti del pubblico. Non mi immaginavo di vedervi così baldanzosi.
Francesco: Io non sto sul palco, essendo al mixer posso permettermi di essere più disinvolto.
DFWI: Spiegateci quindi come funziona il vostro live.
Francesco: Te lo racconto in breve. È un bel casino.
DFWI: Cerchiamo di semplificare.
Francesco: C’è da competere con due tipi, Flavio e Giacomo, che ce l’hanno grosso, e soprattutto sul palco vogliono farlo vedere.
DFWI: Vi fate la doccia insieme?
Francesco: Non ancora. Quello che bisogna fare è cercare di tenerli a freno. Flavio spazia dai rhodes ai paddoni in cui dentro ci sono synth a tre onde e quindi da mantenere su un impianto sono davvero molto difficili. Più tutti i campionamenti, più gli effetti con voci e chitarre.. È un bel casino! Poi campioniamo anche live, il che rende tutto ancora più difficile.
DFWI: Usate un mixer analogico o digitale?
Francesco: Diciamo analogico, perché oltre alle equalizzazioni faccio anche il dub master, ovvero gestisco tutti gli effetti sugli strumenti live, soprattutto con attenzione alle batterie da cui nascono molte nostre canzoni.
DFWI: Come nasce il vostro progetto?
Francesco: Tutto nasce una decina di anni fa, andavamo a scuola insieme elì abbiamo formato il primo gruppo. Con quella band facevamo cover dei muse. Poi ci siamo divisi e abbiamo avuto modo di crescere individualmente. Giacomo è andato al Nord, io e Flavio abbiamo cominciato a lavorare. Nel 2014 ci siamo rincontrati: Giacomo e Flavio hanno scritto le musiche e io mi sono aggiunto per implementare il live con suoni più complessi.
DFWI: Come ti trovi a essere l’uomo dietro le quinte?
Francesco: Normale, che ti si veda o meno l’importante è sapere che stai contribuendo a creare qualcosa di bello.
DFWI: (A Giacomo) E com’è avere un uomo dietro le quinte?
Giacomo: Molto rassicurante. Lui ci conosce anche come persone e musicisti ed è in grado di creare un’alchimia che è unica. Essendo cresciuti insieme, Francesco sa come creare, dal punto di vista umano e tecnico, uno spettacolo in cui siamo davvero in grado di metterci “a nudo” (e poi è chiaro: se suona di merda fa schifo tutto). Poi non escludiamo che, tra poco, presto ci raggiungerà anche lui sul palco.
DFWI: State preparando qualcosa?
Franceso: Stiamo scrivendo il primo album. Per ora siamo solo usciti con un ep.
DFWI: Beh comunque il live è molto coinvolgente dal punto di vista musicale. Durante il concerto, un amico mi diceva che la musica si sarebbe potuta ascoltare anche ad occhi chiusi e non si sarebbe perso nulla della performance.
Francesco: Da qui la scelta di non proiettare luci sui nostri volti. Siamo convinti che la musica si debba esprimere a prescindere da un volto, non vogliamo personalizzare troppo il nostro spettacolo, cerchiamo di essere il più attenti possibile al flusso della musica.
DFWI: La cosa più sensata che abbiamo sentito stasera. Ultima domanda: se doveste suonare un altro genere cosa suonereste?
Francesco: Death-core-fuckin’metal.
Giacomo: Musica classica.

Per altre foto di artisti che presto saranno famosi leggi tutto il nostro report di Eleva.

gli Inude durante la nostra intervista con in mano la nostra fanzine